Fischio d’inizio: Scende in campo la legalità

Fischio d’inizio: Scende in campo la legalità

GLI STUDENTI DELL’ITTL “M.CILIBERTO” INCONTRANO IL PROCURATORE GIUSEPPE CAPOCCIA

Giovedì 11 Febbraio presso l’Istituto Tecnico Trasporti e Logistica “Mario Ciliberto” (ex Nautico) si è tenuto, nell’ambito del “Progetto legalità” coordinato dalla prof.ssa G.Conci, un incontro con il Procuratore della Repubblica di Crotone Giuseppe Capoccia, entusiasta per la partecipazione a questa manifestazione che lo ha messo a diretto contatto con gli studenti dell’istituto. L’incontro è stato aperto dal suono dell’inno di Mameli e così quelle note che hanno il potere di risvegliare anche il più sopito sentimento patriottico di un Italiano, sono state accostate alla visione della bandiera dell’Unione Europea, adagiata sul tavolo, silenzioso monito che ricorda chi è venuto e ha lottato prima di noi. Ed è stato proprio il dirigente scolastico prof. Girolamo Arcuri a ricordare ai presenti quale sia l’importanza e il valore da attribuire alla libertà nella nostra società. Il procuratore ci tiene a mettere in chiaro, sin dall’inizio, che la legalità non è assolutamente qualcosa di “noioso” e per farlo prova ad usare un esempio particolare che cattura l’attenzione di tutti, soprattutto dei tifosi. Paragona la legalità al Crotone Calcio, sostenendo che essa come lo sport ha le sue parti più divertenti e quelle più tediose. La parte poco interessante della legalità può essere un fallo fischiato a sfavore, vedersi un goal annullato, un fuorigioco.
Perché nel calcio, così come nella vita, ripete il Procuratore, c’è bisogno di qualcuno che regoli il corretto svolgimento della partita. L’arbitro, spesso preso nel mirino, è comunque fondamentale perché applica delle regole che sono necessarie perché ognuno veda rispettati i propri diritti e, ovviamente, assolva i propri doveri. La ricerca del giusto equilibrio tra diritti e doveri è fondamentale, a suo dire, ed è virtualmente infinita.
Tante le domande che vengono poste al Procuratore Capoccia, dalla criminalità allo sfruttamento minorile, per poi passare a problematiche di natura quotidiana, riguardanti l’abusivismo così tanto presente nel territorio calabrese, la diffusione di reati commessi da extracomunitari e profughi. C’è a chi interessa sapere perché la giustizia sia così lenta nel fare il suo corso, e chi invece chiede come far riacquistare ai giovani la fiducia nelle istituzioni, fiducia che lentamente va perdendosi. Interessanti gli spunti offerti dalle riflessioni degli studenti. Francesco Luci sostiene che la “Giustizia anche quando è vissuta tra mura corrotte, è coerenza e coscienza”, Amelia Ruberto pone l’accento sull’importanza del concetto di giustizia.
“Credo – ripete la studentessa – che la Giustizia sia avere un posto in bus; uscire di casa senza essere criticato per il colore della propria pelle, la propria etnia o la religione; giustizia è combattere per la pace, per un mondo migliore, perché la giustizia siamo noi, dovremmo solo rendercene conto perché, come sosteneva M.L. King “L’ingiustizia in qualsiasi luogo è una minaccia alla giustizia ovunque””
Infatti, a conclusione di quanto detto, l’invito rivolto dal procuratore Capoccia ai giovani studenti è quello di pensare alla legalità non come ad un qualcosa di limitativo, ma ad un campo di calcio con le proprie regole che venendo osservate rendono la partita più corretta e divertente.
Di Davide Alfì – IV sez. C – CMN

Giuseppe

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