Crotone

“Educare: Legalità e Cittadinanza responsabile”

Si è tenuto lo scorso 3 marzo il webinar “eduCARE: legalità e cittadinanza responsabile” promosso dal progetto Barbiana 2040, attivo presso il Dipartimento di Culture, Educazione e Società dell’Università della Calabria, in collaborazione con gli studenti del Ciliberto di Crotone. Il seminario, introdotto e coordinato da Giancarlo Costabile, docente  di Pedagogia dell’Antimafia Dices Unical, ha visto la partecipazione di  Edoardo Martinelli, allievo di don Milani e coautore di “Lettera a una professoressa”, di Rossella Frandina, docente del Ciliberto e del team gli Scaricati. E’ stato il professore  Costabile a mettere al centro della discussione l’idea di una scuola democratica capace di destrutturare la grammatica del potere di cui si nutre e si sostanzia la nostra società capitalista. Una società, specie quella calabrese, che ha perso di vista il senso di parole come responsabilità, prossimità, dignità, fondamentali per una educazione che sia capace di operare  una rivoluzione culturale. Solo a partire da questi presupposti si potrà porre, infatti, al centro della società, un uomo  in grado di  rivendicare libertà e giustizia sociale. Come il modello pedagogico di don Milani ha dimostrato,  fondamentale è porre al centro dell’agire didattico pratiche di realtà, le uniche in grado di fondare nuovi paradigmi educativi fatti di relazioni significanti. E pratiche di realtà hanno provato a realizzare gli studenti del Ciliberto che hanno costituito, nel corrente anno scolastico, un team, gli Scaricati, espressione che vuole indicare una chiara presa di coscienza rispetto a quanto è accaduto e continua ad accadere all’interno di una città come Crotone, da sempre abbandonata a se stessa. Mancate bonifiche e sistema ‘ndranghetista sono le due direttrici su cui si muove, da anni, l’interesse degli studenti del Ciliberto. Quella della città pitagorica è infatti la storia, a tratti paradossale, di una società che è stata incapace, negli anni, di guardare al futuro. Ed è stata divorata dal proprio passato. Tutela ambientale, mancate bonifiche, malaffare, sanità negata e dissesto idrogeologico sono tutti aspetti legati a doppio filo in una realtà, sottolineano Cristian Casella e Mattia Vetere, che ha fatto, di quello che sarebbe dovuto essere uno stato emergenziale, la norma conclamata.

 Una sanità commissariata, una politica intrisa, a tutti i livelli, di massomafia e la mancanza di una coscienza collettiva hanno prodotto, nell’indifferenza generale, l’attuale stato delle cose. È lo stato che autocertifica il proprio fallimento dinanzi ad un popolo colpevole per le scelte fatte e che, ieri come oggi, è incapace di ribellarsi. Certo non è facile, ribadiscono gli studenti, vivere in un contesto in cui purtroppo chi non abbassa la testa è considerato un “Illuso”, un contesto nel quale si è abituati a stare in silenzio invece di reagire contro quelle ingiustizie nei confronti di  un territorio vessato e  maltrattato da persone che non conoscono né pietà né amore verso il prossimo. Noi giovani, dice Danilo Loprete, siamo una possibilità concreta di cambiare il presente, ecco  perché abbiamo scelto di non piegarci, ecco perché facciamo cittadinanza attiva, perché siamo convinti che questo territorio abbia delle potenzialità uniche. Ci siamo nascosti per troppo tempo e crediamo che sia giunto il momento di alzare la testa.

 In chiusura, l’intervento di Edoardo Martinelli che, nel commentare il lavoro portato avanti, negli anni, dagli studenti dal Ciliberto, ha ribadito l’importanza di  un apprendimento che prenda le mosse dal reale per far sì che ognuno acquisisca quelle strumentalità di base per potersi riconoscere come un buon cittadino, per far in modo, come sottolinea Calamandrei, che la costituzione non vada solo difesa ma anche, e soprattutto, applicata. Se l’abitare il mondo della tecnica, sottolinea Martinelli, ci ha resi esseri funzionali, un apprendimento in situazione è in grado di operare quella costruzione della conoscenza che avviene a partire dall’alunno concreto e rende possibile la realizzazione di una società altra.

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