Villette abusive demolite dopo 25 anni a Crotone, Legambiente: la Procura intervenga anche a San Giovanni e nel petilino

Villette abusive demolite dopo 25 anni a Crotone, Legambiente: la Procura intervenga anche a San Giovanni e nel petilino

«Con l’avvio delle demolizioni si dà seguito all’affermazione della legalità. Una bella notizia contro gli abusivismi. Contrastare il cemento illegale ed il consumo di suolo contro “I ladri di futuro” è quello che la nostra associazione si augura» è con queste parole che il presidente di Legambiente Calabria, Francesco Falcone, commenta la notizia della demolizione di venti villette edificate abusivamente a Crotone.

L’operazione messa in atto dalla Procura di Crotone si inquadra nell’ambito della convenzione siglata dalla Procura della Repubblica con il Comune di Crotone per l’esecuzione delle sentenze che dispongono la demolizione degli immobili abusivi. Le villette in questione erano state costruite in un’area a inedificabilità assoluta in località Campione (Capocolonna), zona confinante con l’area archeologica di particolare interesse paesaggistico.

Dopo tanti anni, infatti il primo decreto di demolizione era stato emanato dal Comune di Crotone nel lontano 1992, Legambiente accoglie molto bene la notizia della demolizione di quello che si presentava come un vero e proprio scempio contro la natura e coglie l’occasione per chiedere alle diverse Procure calabresi di monitorare l’operato dei Comuni in tema di abusivismo edilizio. In particolare per quanto riguarda l’abbattimento degli edifici abusivi su cui si è già pronunciata la Magistratura in via definitiva e dei quali si aspettano solo i provvedimenti di demolizione.

Rispetto alle situazioni più critiche di cui si è a conoscenza Legambiente Calabria chiede alla Procura di Cosenza di sollecitare il comune di San Giovanni in Fiore a rendere esecutive le oltre 500 ordinanze di demolizione di costruzioni abusive presenti nel territorio urbano ed extraurbano del centro silano, che il Tribunale ha dichiarato esecutive da qualche anno e che l’Amministrazione comunale fa finta di non conoscere. Alla Procura di Crotone, invece, si chiede di prendere in esame le situazioni di abusivismo nel territorio dell’Alto Marchesato crotonese e in particolar modo nel petilino. Ci si augura che in una città come Petilia Policastro, con grossi problemi idrogeologici e di abusivismo, si cominci quanto meno a geolocalizzare gli illeciti edilizi.

Giuseppe

Giuseppe