Dalle difficoltà del passato alle correnti dello Stretto: Vincenzo Pace entra nella storia di Petilia Policastro

C’è un’impresa che profuma di riscatto, di passione e di quella incredibile caparbietà che sa come piegare il destino. A compierla è Vincenzo Pace, originario di Petilia Policastro, che nei giorni scorsi ha legato indissolubilmente il suo nome alle leggendarie acque dello Stretto di Messina, diventando il primo cittadino petilino a portare a termine questa straordinaria traversata a nuoto. Un traguardo memorabile, vissuto non solo come una competizione sportiva, ma come la pagina più emozionante di una profonda sfida personale.
L’evento, organizzato sotto la guida dell’associazione guidata da Alfredo Laganà (ex nuotatore sportivo) e impreziosito dal patrocinio della FIN (Federazione Italiana Nuoto), ha visto Vincenzo protagonista lo scorso 6 agosto.
La fatica ha avuto inizio alle prime luci del giorno, esattamente alle ore 8:00, con il tuffo e la partenza dalla suggestiva cornice di Capo Peloro (Messina). Da lì, bracciata dopo bracciata, Pace ha affrontato il percorso fino a toccare la terraferma a Villa San Giovanni, coprendo una distanza complessiva di circa 3,6 chilometri in un’ora e 12 minuti. Un’avventura intensa e affascinante, resa ancor più dura dalla forza della natura: non sono mancate le difficoltà legate alle celebri e insidiose correnti dello Stretto, oltre alla suggestione di quelle acque così profonde e scure. Elementi che non hanno fatto altro che amplificare il valore dell’impresa.
Dietro quel traguardo tagliato a Villa San Giovanni, c’è un percorso fatto di sacrificio e di tantissimi allenamenti mirati, affrontati con una determinazione feroce. Per Vincenzo Pace questa non è stata solo una medaglia o un attestato da incorniciare, ma il coronamento di un sogno che, in passato, sembrava semplicemente impossibile. A rendere la soddisfazione ancora più grande, infatti, c’è il ricordo di alcune difficoltà fisiche affrontate negli anni passati, ostacoli che avrebbero fatto desistere chiunque ma che per lui sono diventati il carburante per osare l’inimmaginabile. Oggi, guardando indietro a quel cammino e poi a quella striscia d’acqua azzurra e impetuosa che separa la Sicilia dalla Calabria, Vincenzo può dirlo con orgoglio: ce l’ha fatta. E Petilia Policastro festeggia con lui un concittadino capace di dimostrare che i confini, spesso, esistono solo nella nostra mente.




