Petilia Policastro, tensione in Consiglio: Approvato il regolamento sui contributi economici tra polemiche e dubbi di legalità

Petilia Policastro, tensione in Consiglio: Approvato il regolamento sui contributi economici tra polemiche e dubbi di legalità

Una seduta consiliare ad alta tensione quella andata in scena lo scorso 24 settembre a Petilia Policastro, culminata con l’approvazione a maggioranza — e con il solo voto contrario del Presidente del Consiglio — del nuovo Regolamento per la concessione di contributi economici alle persone e alle famiglie. Al centro della contesa, le forti perplessità sollevate dall’opposizione e dallo stesso vertice dell’assemblea su alcuni passaggi ritenuti al limite, se non oltre, la legalità amministrativa.

A far discutere è soprattutto il meccanismo di assegnazione dei sussidi. Nonostante una soglia ISEE fissata a 8.000 euro e, in determinati casi, il coinvolgimento dei servizi sociali, il testo approvato affida alla Giunta comunale — e dunque alla politica — il potere di deliberare sulla concessione o sul diniego dei singoli contributi (articoli 9, commi 8, 9 e 10 del regolamento). Un’attribuzione che, secondo il gruppo consiliare di opposizione “RicostruiAMO Petilia – guardando al futuro”, guidato da Fernando Militerno, si pone in netto contrasto con l’articolo 107 del Testo Unico degli Enti Locali (TUEL). La norma traccia infatti una linea di demarcazione invalicabile tra le funzioni politiche di indirizzo, riservate agli organi di governo, e l’attività gestionale, prerogativa esclusiva dei dirigenti e dei funzionari amministrativi. In un contesto delicato come quello petilino, l’opposizione rimarca l’esigenza di evitare qualsiasi margine di ambiguità o discrezionalità politica nella gestione del disagio sociale.

Le critiche non si fermano all’organo decisionale. Nel mirino dell’opposizione c’è anche la modalità di rendicontazione delle spese. Il regolamento stabilisce che per accedere ai benefici sia sufficiente presentare bollette scadute (o in imminente scadenza) e semplici preventivi di spesa, senza tuttavia imporre alcun obbligo di produrre, entro un termine prefissato successivo all’erogazione, i giustificativi che attestino l’effettivo utilizzo della somma per la finalità dichiarata.Una lacuna che, secondo il gruppo di minoranza, confligge apertamente con i princìpi costituzionali di buon andamento e trasparenza della pubblica amministrazione (art. 97 della Costituzione) e con le disposizioni che disciplinano l’attribuzione di vantaggi economici a soggetti privati (art. 12 della Legge 241/1990).

La polemica si inserisce in un quadro temporale e politico particolarmente sensibile: il provvedimento arriva infatti a pochi mesi dal prossimo appuntamento elettorale cittadino. L’opposizione non manca di richiamare alla memoria gli anni passati, segnati da vicende e inchieste giudiziarie legate alla gestione dei progetti di sostegno alla povertà, chiedendo massima trasparenza e rigore nella tutela delle risorse pubbliche destinate alle fasce più deboli della popolazione.

Filomena Ierardi

Filomena Ierardi