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I Carabinieri della Compagnia di Petilia Policastro effettuano l’operazione “Senectus”

Alle prime luci dell’alba di oggi, 8 luglio, i Carabinieri della Compagnia di Petilia Policastro hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari emessa dal G.I.P. del Tribunale di Crotone nei confronti di Emanuele Valenti Carcea, di di Roccabernarda.
L’uomo, trentenne, già con precedenti penali ed attualmente sottoposto ad “avviso orale di P.S.”, insieme ad altre persone negli ultimi mesi aveva realizzato un’ininterrotta attività di estorsione e truffa nei confronti di due coniugi di Roccabernarda (ultra sessantacinquenne lei ed ultrasettantacinquenne lui). Lo scopo era quello di procurarsi indebitamente una cifra che si aggira intorno ai centomila Euro.
Valenti Carcea, nel periodo lungo il quale ha protratto la condotta criminosa, ha utilizzato vari metodi per estorcere denaro alle vittime, dal raggiro alla minaccia, dalla lusinga alla violenza, il tutto grazie ai suoi complici che nella stessa giornata hanno subito altre ordinanze.
I militari hanno notificato a A.B. donna cinquantunenne del posto, un divieto di dimora nel comune di Roccabernarda, e un “divieto di avvicinamento dei luoghi abitualmente frequentati dalle vittime” nei confronti delle donne A.V.C. cl.’90, E.V.C. cl.’89, A.V.C.cl.’87 e degli uomini D.I. cl’82 e S.P. cl.’77, tutti di Roccabernarda.
Il gruppo, a cui faceva capo il soggetto arrestato, era riuscito ad entrare in un rapporto di morbosa confidenza con l’anziano signore del centro rocchisano, chiedendo prima e pretendendo poi sempre maggiori cifre di denaro in prestito. I criminali riuscivano ad estorcere denaro agli anziani tramite lusinghe nel migliore dei casi fino ad arrivare a percuotere con un bastone le vittime.
Quando poi le cifre cominciarono ad essere importanti Valenti Carcea ha escogitato un ulteriore, odioso, espediente: asserendo di vantare dei crediti del valore di diverse decine di migliaia di euro, ora da parte di banche ora da privati, chiedeva, pretendeva ed obbligava la vittima a sborsare ulteriori rilevanti cifre necessarie “a svincolare vari crediti prospettatigli come certi e liquidi, ma inesigibili in quanto sottoposti a imprecisati vincoli”. Così il malcapitato versava di continuo altri soldi con la speranza di recuperare anche quelli versati precedentemente. I criminali avevano realizzato una vera e propria interpretazione teatrale, sono arrivati a farsi credere funzionari di banca oltre a fingere problemi di salute per far leva sul senso di empatia dei poveri anziani.
Il gruppo criminale è accusato, secondo l’ordinanza del G.I.P., a vario titolo ed in concorso, di estorsione, truffa, rapina ai danni dei coniugi per un cifra non inferiore ai centomila Euro.
Gli anziani, forse per timore o forse perché ormai rassegnati, non avevano mai pensato a denunciare la cosa; è stato il Comandante della Stazione di Roccabernarda, Maresciallo Marco Fontanella, raccogliendo indiscrezioni, voci e con un paziente lavoro di analisi, riusciva ad inizio del 2015 ad avere un’idea dell’odiosa condotta posta in essere nei confronti dei due indifesi anziani. Sono state necessarie anche delle captazioni telefoniche, effettuate all’oscuro delle vittime, da parte dei militari del Nucleo Operativo, per accertare in maniera oggettiva quanto stesse accadendo. L’attività di intercettazione telefonica, unitamente all’analisi degli estratti conto bancari, hanno fornito agli investigatori dei dati oggettivi, non suscettibili di discrezionalità, sul reato che si stava consumando. Il riferimento a fonti “oggettive e terze” di ricerca della prova è stato quanto mai importante nell’Operazione Senectus, in considerazione proprio del fatto che nessuno dei due anziani per lungo tempo ha esplicitamente denunciato quanto accaduto.
Le attività concluse nella mattinata odierna sono state eseguite sotto la attenta direzione del Pubblico Ministero, Dottor Bono.

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Tags: truffa

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