Sanità calabrese: il sindacato Cgil a difesa del diritto alla salute

Sanità calabrese: il sindacato Cgil a difesa del diritto alla salute

Franco Grillo, Segretario FPCGIL Area Vasta Cz-Kr-Vv, con un comunicato stampa parla della sanità calabrese “40 anni fa nasceva il SSN e con esso la maggiore piattaforma unitaria di un paese che, fin lì, aveva fatto del suo procedere a tentoni e su percorsi differenziati, troppo spesso un motivo dominante. Con l’istituzione del SSN si dava, perlomeno sulla carta, certezza di quella garanzia costituzionale per cui tutti, indipendentemente da censo e cultura potevano avere accesso alle cure. Nonostante sia passato un quarantennio che, comunque, sul piano nazionale perlomeno, è stato foriero anche di grandi soddisfazioni, la Calabria da buon ultimo della classe (europea), ha continuato a differenziarsi dal resto del paese per la sua incapacità complessiva di fare bene il bene comune, in sanità come in altro. La provincia di Vibo e il sistema sanitario di riferimento, hanno in senso negativo, rappresentato al meglio questa regione tormentata e senza speranze. Lande desolate sono i nostri territori che, diventano ancor più desolate, tristi ed incapaci di ogni qualsivoglia reazione in quei contesti dove, per economia e per coltura, la regione segna il passo più che altrove. In questi giorni abbiamo assistito al “de profundis” sulla sanità vibonese celebrato su stampa locale e non, con una dovizia di particolari che lascia poco spazio a chi da sempre e con insistenza, continua a cercare le cause del particolare nell’universale, quasi a voler negare ogni responsabilità su un fallimento che non può non trovare le sue radici in atteggiamenti ed incapacità che affondano senza meno nell’humus che tutti i giorni avviluppa la sanità di questo territorio. Certo i vari piani di rientro, la deficitarie capacità del commissario ad acta, più volte da noi denunciate, e la sostanziale continuità di una politica regionale poco attenta allo sviluppo dei territori ma ben pronta a dar risposte a clientele troppo spesso incompetenti, hanno certamente pesato su una situazione che non è ultroneo definire esiziale. Ma spostare il punto di vista su ciò che potevano fare altri dimenticando quando avremmo dovuto e potuto far noi è uno dei ritornelli che fanno del territorio calabrese un simbolo di serietà con tasso zero. Vorremmo qui ricordare che l’assetto aziendalista, voluto dalla 502/92, destina al management, oltreché uno stipendio più che ambito, ampi e conosciuti spazi di autonomia all’interno dei quali operare per dare le risposte che i territori componenti il tessuto del SSN chiedono. Se così non fosse, per il governo delle aziende, sarebbero stati sufficienti dei semplici “contabili”. Se non funzionano gli ascensori, se alcuni locali risultano in condizioni igieniche pessime, se vi è una pesante carenza di personale, se le eccellenze o presunte tali esistenti non sono state adeguatamente supportate, se il riassetto organizzativo non ha rispettato come doveva, il quadro dettato dalla normativa nazionale e comunque, non si è dimostrato idoneo all’uopo, se non si è posto rimedio alle liste d’attesa e non si è regolamentato per come previsto dalla legge l’attività intramoenia, se apparecchiature moderne giacciono abbandonate e mai usate sui pavimenti, se l’impianto fotovoltaico non è mai entrato in funzione, se non si è stati in grado di far cambiare passo al personale in servizio facendo capire chiaramente che non esistono più spazi per privilegi e posizioni di comodo, se lo stato generale del servizio sanitario vibonese piuttosto che attrarre medici li allontana, se tutto questo è come appare, beh non è sostenibile la tesi che la colpa sia sempre degli altri. Così si presenta una delle tante lande desolate che sono il pane quotidiano della nostra regione e che, come diciamo da sempre, non possono essere figlie esclusive di un mondo che rema contro la Calabria, ma sono il frutto, specie in quelle dinamiche giornaliere che un sistema sanitario ha l’obbligo di governare, di incapacità locali tanto evidenti quanto sottaciute. Noi siamo la FPCGIL, e come tale, non abbiamo mai avuto esitazioni a denunciare le ottusità che pretendono di governare la nostra regione e mai ne avremo, con la consapevolezza storico-filosofica di Platonica memoria che solo chi è sinottico può essere dialettico. Il management dell’ASP di Vibo Valentia ne prenda atto e si adopri da…. ieri per invertire la rotta, altrimenti ne tragga le dovute conseguenze. Certo nessuno immagini una CGIL prona o rassegnata. Utilizzeremo tutte le prerogative in capo al sindacato per difendere la sanità e il diritto alla salute anche in questo martoriato territorio, promuovendo, attraverso il coinvolgimento delle RSU, ogni iniziativa utile al fine di dare le risposte cui la popolazione del comprensorio ha diritto. Il tutto passando per la richiesta di interlocuzione con la conferenza dei Sindaci, il Dirigente Generale del Dipartimento Salute e i nuovi Commissari di Governo. Se le risposte tarderanno o saranno insoddisfacenti, la mobilitazione diverrà la sola strada per ottenere quanto dovuto”.

Giuseppe

Giuseppe