Carrefour Crotone chiude senza preavviso, Possibile: inaccettabile

Carrefour Crotone chiude senza preavviso, Possibile: inaccettabile
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“Inaccettabile calpestare la dignità del lavoro in questo modo” è così che Possibile Crotone commenta la notizia della chiusura del Carrefour di Crotone. “È inaccettabile che 52 lavoratrici e lavoratori, 52 famiglie si ritrovino di punto in bianco, da un giorno all’altro, senza più uno stipendio. È inaccettabile la modalità con cui questo è avvenuto: un messaggio whatsapp da parte della proprietà, senza spiegazioni aggiuntive”. Lo dichiarano la segretaria nazionale di Possibile Beatrice Brignone e l’esponente crotonese del partito Filly Pollinzi, riguardo al caso della Carrefour di Località Passovecchio, dove tutti i dipendenti sono stati licenziati in tronco.“Eppure – aggiunge Pollinzi – sembra che la crisi fosse nell’aria, visto che mancava la merce sugli scaffali e si è arrivati negli scorsi giorni al distacco dell’energia elettrica. Da parte dell’azienda però è arrivato solo quel messaggio per avvisare del licenziamento. Nell’attesa di conoscere le ragioni di un simile comportamento da parte dell’imprenditore e soprattutto di capire se esistono le condizioni per far rientrare una situazione così drammatica, che peraltro si aggiunge alla precaria situazione economica-sociale del crotonese,continueremo a monitorare la vicenda.“Quella del Carrefour di Crotone – conclude Brignone – è solo l’ultima delle crisi aziendali di questi anni: penso alla Comdata, alla Pernigotti, ai punti vendita dell’Ipercoop al Sud. Si parla di persone che senza un adeguato sostegno saranno presto allo stremo delle forze economiche, e verso cui è inaccettabile tanta superficialità, da parte dell’azienda innanzitutto, e di chi dovrebbe proteggerle. Ogni volta che c’è una situazione del genere, mi chiedo dove siano i paladini della famiglia, davanti a 52 famiglie in difficoltà. Esprimiamo la nostra totale solidarietà, nell’auspicio che sia messa presto in campo la massima sinergia tra le parti sociali e le istituzioni. Bisogna tutelare al più presto queste persone che hanno visto calpestata la loro dignità.”