Petilia Policastro ha bisogno di più dialogo, non di più divisioni

Pubblichiamo un articolo del presidente di Legambiente Valle Tacina, Luigi Concio.
Negli ultimi mesi il dibattito pubblico a Petilia Policastro è diventato particolarmente acceso. Prima le dimissioni dei consiglieri comunali di minoranza, nello scorso mese di novembre, un passaggio politico di grande rilievo che ha inevitabilmente intensificato il confronto tra maggioranza e opposizione. Poi, nei mesi scorsi, la decisione dell’Amministrazione Comunale di istituire il senso unico nel quartiere San Francesco, la successiva petizione popolare promossa da alcuni cittadini per chiederne la revoca e, infine, le contestazioni sollevate dall’Amministrazione Comunale in merito alla regolarità della raccolta delle firme. Una vicenda che ha rapidamente alimentato un acceso dibattito pubblico.Sono vicende diverse, ma accomunate da un elemento: hanno coinvolto profondamente la nostra comunità.Credo che il problema non sia rappresentato dalla decisione dell’Amministrazione Comunale né dalla scelta dei cittadini di promuovere una petizione. Entrambe sono espressioni legittime della dialettica democratica.Ciò che dovrebbe farci riflettere è che il confronto si è rapidamente trasformato in uno scontro, soprattutto sui social network.Video, post, commenti e repliche hanno spesso preso il posto del dialogo, alimentando divisioni anziché favorire la ricerca di soluzioni condivise.La democrazia vive del confronto, anche acceso, ma rispettoso.Vive della partecipazione.Vive dell’ascolto.Non della contrapposizione permanente.Le sedi naturali del confronto restano il Consiglio Comunale, le assemblee pubbliche, gli incontri con i cittadini, il dialogo tra amministratori, associazioni e comunità.È lì che si costruiscono le decisioni migliori. Come Presidente del Circolo Legambiente Valle Tacina, in questi anni ho sempre creduto nella partecipazione come strumento di crescita della nostra comunità.È con questo spirito che abbiamo promosso la proposta “Da Spopolamento a Rinascita” e la petizione “Una Petilia più Bella e Vivibile”.Non per contrapporci a qualcuno.Non per alimentare polemiche.Ma per contribuire, con idee e proposte, a costruire una città più bella, più ordinata, più sicura, più sostenibile e più accogliente.Petilia Policastro sta vivendo una fase delicata.Lo spopolamento continua.Il centro storico perde ogni anno abitanti, attività e funzioni.I giovani continuano a partire.Le emergenze ambientali e urbanistiche attendono ancora risposte.Sono problemi troppo grandi per essere affrontati in un clima di continua contrapposizione.Per questo credo che oggi serva un cambio di passo.Meno polemiche.Meno scontri personali.Più ascolto.Più partecipazione.Più rispetto reciproco.Le buone idee non hanno colore politico e non appartengono a una sola parte.Quando una proposta è utile alla comunità dovrebbe essere valutata per quello che vale, indipendentemente da chi la propone.Le associazioni, le istituzioni, le forze politiche e i cittadini devono sentirsi corresponsabili del futuro di Petilia Policastro.Perché il futuro del nostro paese non appartiene alla maggioranza o all’opposizione.Appartiene a tutti noi.E forse è proprio da qui che dovrebbe ripartire la nostra comunità: dal recupero del dialogo, del rispetto e della partecipazione.Perché la democrazia si fonda sul confronto e sulla partecipazione, non sullo scontro.




