L’arte di Teresa Comberiati a Desio: una firma petilina nella mostra contro la violenza di genere

C’è anche il talento di Petilia Policastro tra i protagonisti della collettiva “Panchina rossa Panchina nera”. La fotoreporter Teresa Comberiati espone cinque ritratti al Museo Scalvini.
La lotta contro la violenza di genere passa attraverso lo sguardo profondo e la sensibilità del sud. C’è stata grande attesa e orgoglio per la partecipazione della petilina Teresa Comberiati alla mostra d’arte collettiva “Panchina rossa Panchina nera”, inaugurata sabato 7 febbraio nella suggestiva cornice del Museo Scalvini, a Villa Tittoni Traversi di Desio. L’esposizione, dedicata a un tema di bruciante attualità, mira a rompere il silenzio su una realtà atroce, trasformando l’arte in un atto di testimonianza e umanità.
Tra le artiste presenti, spicca il nome della nostra conterranea Teresa Comberiati. Professionista poliedrica, attiva nel campo della comunicazione come web editor, scrittrice e fotoreporter, la Comberiati porta in Brianza la forza e la determinazione delle sue origini calabresi. Il suo contributo alla mostra consiste in cinque ritratti d’impatto, opere che danno “voce e immagine” al dramma della violenza. Attraverso il suo obiettivo, la Comberiati non si limita a documentare, ma scava nell’anima dei soggetti, offrendo una prospettiva artistica che è allo stesso tempo una denuncia sociale e un messaggio di speranza. La sua partecipazione sottolinea come il talento di Petilia Policastro sappia distinguersi in contesti culturali di rilievo nazionale, portando avanti battaglie civili fondamentali.
Accanto alla Comberiati, la collettiva ospita le opere di Caterina Tosoni, Liliana Loni e Claudia Notargiacomo, creando un percorso espositivo ricco di sfumature.La mostra resterà aperta al pubblico fino al 22 febbraio. Un’occasione imperdibile per ammirare il lavoro di una professionista che, pur lavorando nel campo della comunicazione a tutto tondo, non dimentica mai di usare la sua arte per accendere un faro sulle zone d’ombra della nostra società.



