Vent’anni di Agosto nel Parco: Natura, memoria e conoscenza nel cuore della Sila

Un fine settimana di escursioni, biodiversità, storia e astronomia nella Sila Piccola, con la partecipazione di escursionisti provenienti da diverse realtà calabresi e italianeDa oltre vent’anni, nel mese di agosto, il Circolo Legambiente “Valle Tacina” di Petilia Policastro rinnova uno degli appuntamenti più significativi del proprio impegno per la conoscenza e la tutela del territorio: “Agosto nel Parco”, un fine settimana di attività nel cuore della Sila Piccola, inserito nel programma dell’Agosto Petilino.Anche l’edizione 2026, svoltasi sabato 22 e domenica 23 agosto, ha confermato la capacità dell’iniziativa di richiamare un pubblico numeroso e appassionato, con escursionisti provenienti da diverse realtà della Calabria e da altre regioni italiane. Due giornate nelle quali il camminare è diventato strumento di conoscenza, mettendo insieme natura, biodiversità, storia, geologia, memoria e cultura del territorio.Un risultato particolarmente significativo per un’iniziativa che, nel corso di oltre vent’anni, ha mantenuto intatta la propria finalità: far conoscere il Parco Nazionale della Sila attraverso una frequentazione consapevole e sostenibile, favorendo il rapporto diretto tra persone e ambiente.Una collaborazione tra istituzioni, associazioni e scuolaUno degli aspetti che maggiormente caratterizzano “Agosto nel Parco” è la capacità di mettere in rete competenze e realtà diverse.L’iniziativa è stata realizzata in collaborazione con il Reparto Carabinieri Biodiversità di Catanzaro, diretto dal Colonnello Nicola Cucci, che ha fornito un prezioso contributo attraverso gli operatori Alberto Garofalo e Pietro Caligiuri, impegnati nelle attività di tutela, monitoraggio e conoscenza della Riserva Biogenetica “Gariglione-Pisarello”, anche attraverso attività di ricerca e collaborazione con il mondo universitario.Un rapporto che non si limita alla semplice collaborazione organizzativa, ma che nasce dalla condivisione di una stessa idea: la conoscenza scientifica come strumento indispensabile per la tutela della biodiversità.Importante anche la collaborazione con il Liceo Scientifico “Raffaele Lombardi Satriani” di Petilia Policastro, che da circa trent’anni porta avanti attività di educazione ambientale, ricerca e Citizen Science nelle aree protette calabresi, con particolare attenzione al Parco Nazionale della Sila. Un percorso sviluppato soprattutto attraverso l’attività del docente di Scienze Naturali Luigi Concio, che è anche presidente del Circolo Legambiente “Valle Tacina”.Proprio il rapporto tra scuola, ricerca e territorio ha trovato una particolare espressione nella presentazione del filmato immersivo “Dentro la Natura”, realizzato nel 2026 nell’ambito di un percorso di formazione scuola-lavoro con il Reparto Carabinieri Biodiversità di Catanzaro. Attraverso i visori per la realtà virtuale, i partecipanti hanno potuto vivere un’esperienza diversa di conoscenza dell’ambiente naturale.La scuola ha inoltre contribuito alla serata astronomica del sabato. In oltre vent’anni il Liceo ha progressivamente sviluppato la propria strumentazione, dotandosi di diversi telescopi, anche tecnologicamente avanzati. Presso l’ex Caserma Forestale del Gariglione si è svolta così “Il Parco sotto le Stelle”, guidata dall’astronomo e docente del Liceo Giuseppe Ierardi.In un cielo particolarmente favorevole all’osservazione astronomica, i partecipanti hanno potuto osservare le costellazioni, la Luna al primo quarto, Saturno e alcuni ammassi stellari, trasformando la serata in un ulteriore momento di divulgazione scientifica.Nel Gariglione, tra natura e memoriaIl primo appuntamento escursionistico, sabato 22 agosto, ha condotto i partecipanti lungo un percorso di circa otto chilometri nella Riserva Biogenetica del Gariglione, fino all’alta valle e alle sorgenti del fiume Soleo.È stato un viaggio dentro uno degli ambienti forestali più importanti della Sila, caratterizzato dalla particolare consociazione abete bianco-faggio e dalla presenza di grandi alberi secolari. L’escursione è diventata anche un’occasione per osservare da vicino le dinamiche del bosco e il rapporto tra le diverse specie nella ricerca della luce.Ma il Gariglione non è soltanto natura. È anche storia.Durante il percorso è stata raccontata la vicenda della So.Fo.Me. – Società Forestale per il Mezzogiorno, che nel secolo scorso trasformò profondamente l’area attraverso un’intensa attività forestale. La storia di quel periodo è ancora leggibile attraverso i resti della ferrovia a scartamento ridotto, le infrastrutture per il trasporto del legname, la teleferica che collegava la località Differenze con la frazione Foresta di Petilia Policastro e le antiche strutture della caserma, realizzata negli anni Trenta.A Macchia dell’Orso sono ancora visibili alcune delle baracche che ospitavano le maestranze della So.Fo.Me., molte delle quali provenienti dal Nord Italia. Una testimonianza concreta di una stagione nella quale il Gariglione rappresentava un importante centro dell’economia forestale.Il percorso ha offerto anche l’occasione per incontrare un pastore che da generazioni alleva bovini di razza podolica, riportando per un momento l’attenzione su quelle attività tradizionali che continuano a vivere nelle montagne della Sila.Proseguendo verso l’alta valle del Soleo, l’ambiente è progressivamente cambiato: dalla valle più incisa e boscosa si è passati a un paesaggio più aperto, caratterizzato da radure, faggi e pini larici. Non sono mancati gli approfondimenti geologici, con l’osservazione delle rocce metamorfiche paleozoiche, tra micascisti e gneiss, e delle particolari presenze di calcari metamorfici e marmi.Ai partecipanti è stata mostrata anche la caratteristica reazione del carbonato di calcio con l’acido cloridrico, attraverso la formazione dell’effervescenza, e ricordata la presenza di una vecchia cava di marmo, il cui materiale veniva utilizzato anche per il sedime della ferrovia.Sulle tracce del Tacina e la memoria di Mamma GiuseppinaLa seconda giornata, domenica 23 agosto, ha avuto come protagonista l’alta valle del fiume Tacina, con un percorso di circa 13 chilometri che ha unito ancora una volta ambiente, storia e memoria.Partiti dall’ex Caserma Forestale del Gariglione, i partecipanti hanno seguito l’antico anello realizzato dalla So.Fo.Me. attorno al Monte Gariglione, raggiungendo la località “Terra ’e Pagliaro”, oggi conosciuta come Mamma Giuseppina.Qui l’escursione ha assunto un significato particolare.Il toponimo ricorda Giuseppina Carvelli, protagonista di una tragica vicenda avvenuta il 1° settembre 1947. Giuseppina morì insieme alla giovane figlia Teresa, nel tentativo di salvarla da una tenda avvolta dalle fiamme. Una storia rimasta nella memoria della comunità e che il Circolo Legambiente “Valle Tacina” ha scelto di mantenere viva, inserendo quasi ogni anno questa sosta nel programma della propria escursione estiva.Anche quest’anno, nel luogo della tragedia, è stato deposto un omaggio floreale offerto dal fioraio Mario Marra, a testimonianza di una memoria che continua a essere custodita attraverso un gesto semplice e significativo.Nel 2027 ricorreranno ottant’anni da quella tragedia: un anniversario che potrà rappresentare un’ulteriore occasione per valorizzare e trasmettere questa storia alle nuove generazioni.Dalla località Mamma Giuseppina il percorso è proseguito verso il Tacina, in località Rinosi, dove sono ancora visibili numerose opere di captazione delle sorgenti realizzate negli anni Quaranta e Cinquanta.L’escursione ha quindi raggiunto l’alta valle del Tacina e la cascata del Piciaro, piccolo affluente del fiume, prima di affrontare il tratto più impegnativo della giornata, caratterizzato da oltre duecento metri di dislivello nella risalita verso la caserma.Lungo il percorso non sono mancati altri momenti di osservazione e divulgazione, dalla presenza di un micologo che ha illustrato le specie fungine dell’area alla spiegazione di un’antica calcara, utilizzata in passato per la produzione della calce, fino alla sosta presso un punto panoramico dal quale si apre la vista sui pianori di Tirivolo.Una storia lunga vent’anniA conclusione del fine settimana, la visita guidata all’ex Caserma Forestale del Gariglione ha rappresentato il momento simbolico di chiusura di un’esperienza nella quale natura e cultura si sono intrecciate continuamente.“Agosto nel Parco” è ormai molto più di una semplice iniziativa escursionistica. In vent’anni ha costruito un percorso nel quale il territorio viene raccontato attraverso competenze diverse: quelle degli ambientalisti, dei Carabinieri Biodiversità, degli insegnanti e degli studenti, degli astronomi, dei naturalisti, dei micologi e delle persone che ancora custodiscono le attività e le memorie della montagna.È soprattutto questa rete di collaborazioni a rappresentare la forza dell’iniziativa. Il Circolo Legambiente “Valle Tacina”, il Reparto Carabinieri Biodiversità di Catanzaro e il Liceo Scientifico “Raffaele Lombardi Satriani” hanno messo in comune esperienze e competenze differenti, costruendo un modello di partecipazione nel quale la conoscenza diventa il primo strumento di tutela.Il successo di questa edizione, con la presenza di numerosi escursionisti provenienti dalla Calabria e da altre parti d’Italia, conferma che esiste un interesse crescente verso una forma di turismo e di fruizione del territorio fondata sulla conoscenza, sulla sostenibilità e sulla partecipazione.Dopo vent’anni, il messaggio di “Agosto nel Parco” rimane quindi attuale: camminare nel territorio per conoscerlo, conoscerlo per apprezzarlo e apprezzarlo per sentirsi responsabili della sua tutela.È questa la strada che il Circolo Legambiente “Valle Tacina” continua a percorrere, insieme alla scuola, alle istituzioni e a tutti coloro che credono che il futuro del Parco Nazionale della Sila passi anche dalla capacità di raccontarne e valorizzarne il patrimonio naturale, scientifico, storico e umano.




