Categorie: Ambiente

Continuano le proteste dei pendolari del Liceo Classico

Ieri, 24 marzo, sono stati bloccati due pullman delle Ferrovie della Calabria diretti al Liceo Classico “Diodato Borrelli” di Santa Severina. I pullman sono stati bloccati a Roccabernarda e le motivazioni del blocco sono state diverse.
Uno dei motivi, come raccontano gli studenti, è per la contrarietà alla soppressione di una corsa Cotronei-Santa Severina. La soppressione di questa corsa vuol dire un sovraccarico di studenti su un solo pullman, proprio per questo e anche come pretesto per altri episodi gli studenti hanno organizzato la protesta. Infatti sembrerebbe che, il giorno precedente alla protesta, un pullman, che interessa sempre le corse degli studenti del Classico, fosse malfunzionante tanto che studenti di Roccabernarda, San Mauro, Scandale, Petilia Policastro e Mesoraca sono stati costretti a prendere uno stesso autobus, tra l’altro obsoleto e fatiscente, per raggiungere destinazioni diverse.
La peregrinazione degli studenti non è terminata solo con il viaggiare in tanti su uno stesso autobus, ma questo arrivato a Roccabernarda, poiché diretto a San Mauro, ha lasciato gli studenti (quasi tutti minorenni) di Mesoraca e Petilia in mezzo alla strada e la coincidenza che sarebbe dovuta arrivare entro 5 minuti si è presentata dopo mezz’ora e con un autobus a sua volta mal ridotto.
Come hanno affermato gli studenti «Abbiamo provato a farci sentire, a protestare, sono state avvisate le forze dell’ordine che però anziché sostenerci ci hanno accusato di interruzione di pubblico servizio facendo ripartire i pullman da noi bloccati e sostenendo che le nostre non erano motivazioni valide ma solo pretesti per non andare a scuola. Insomma noi le stiamo provando tutte, abbiamo inviato anche lettere ad autorità che però fanno orecchie da mercante quasi come se il problema non gli riguardasse; solo due risposte abbiamo ricevuto. La prima da parte del sindaco di San Mauro, Carmine Barbuto, il quale ci ha garantito tutto il suo appoggio, e la seconda da parte di un dipendente delle Ferrovie delle Calabria, il signor Giovanni Mungo, al quale vorremmo far capire che le nostre proteste non sono contro i dipendenti, non è a loro che ci rivolgiamo, ma ai dirigenti di un’azienda che sta toccando il fondo e lo sta facendo a spese nostre».

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