Ambiente

Ancora silenzio sulla discarica di Scala Coeli

“A cinque mesi dall’ultima conferenza dei servizi, tenutasi il 10 giugno 2019 alla cittadella regionale di Catanzaro il Commissario ad acta Arch. Giuseppe Bruno non si è ancora pronunciato sul rilascio per la procedura di VIA (valutazione di impatto ambientale) e AIA (autorizzazione integrata ambientale)” è così che il comitato antidiscarica di Scala Coeli commenta il silenzio riguardo alla situazione della discarica nello Jonio cosentino.

“Chiamiamolo impianto di smaltimento finale dei rifiuti, chiamiamola buca ma si tratta pur sempre di una fossa dove sotterrare rifiuti che solo chi non ha una visione futura della salvaguardia del territorio e dell’ambiente può pensare di approvare un progetto in contiguità con produzioni biologiche e agroalimentari certificare rinnegando di fatto la legge urbanistica regionale che espressamente ne vieta la realizzazione.

Questo silenzio, ci preoccupa è non poco perché il commissario ad acta, appositamente nominato presidente della conferenza dei servizi dal Prefetto di Cosenza, custode dell’intero carteggio, avrà sicuramente preso atto che l’area richiesta per la fossa, è in contiguità di terreni dove viene allevata la Mucca Podolica calabrese e che l’unica strada che vi conduce è vietata al transito da oltre 5 anni. Ed in ultimo avrà notato che le aste demaniali che si vorrebbero occupare appartengono allo Stato e nessuno mai potrà negare questo titolo di proprietà che appartiene alla collettività e che difenderemo in ogni sede a iniziare da quelle abusivamente occupate per la discarica esistente.

Le sedicenti carte e autorizzazioni divulgate a mezzo stampa a nulla servono se non esibite in sede di conferenza dei servizi.

Se il Commissario ad acta Arch. Giuseppe Bruno non è in grado di decidere il rigetto alla richiesta di ampliamento della discarica per i motivi più volte segnati, e noi non capiamo il perché, può fare come il suo predecessore dia le DIMISSIONI.

Chiediamo inoltre a sua Eccellenza il Prefetto di Cosenza Dott. Paola Galeone un suo autorevole intervento al fine di portare a termine questa annosa vicenda che da oltre due anni tiene col fiato sospeso l’intero territorio del basso ionio cosentino e dell’alto crotonese”.

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