Legambiente Petilia Policastro denuncia l’ennesimo scempio al verde urbano: Basta capitozzature selvagge, si rispetti la legge regionale

PETILIA POLICASTRO – Il Circolo Legambiente Valle Tacina torna a denunciare con forza la gestione del verde pubblico cittadino. Nonostante segnalazioni che si susseguono da oltre trent’anni e le recenti mobilitazioni in occasione della “Festa dell’Albero”, si è assistito all’ennesima capitozzatura drastica dell’ultimo platano superstite nella villetta adiacente al Monumento ai Caduti.In origine, gli esemplari erano due: entrambi interessati, nel tempo, da interventi ripetuti e invasivi. Oggi ne resta uno soltanto, ridotto a un “totem” privo di rami, esito di una pratica che nel corso dei decenni ne ha compromesso progressivamente salute e stabilità.L’intervento appare in palese contrasto con la Legge Regionale 7 febbraio 2024, n. 7, che all’articolo 6 vieta espressamente di “capitozzare, abbattere, eradicare o danneggiare alberi”.“Dopo la tragica fine dei pioppi del cortile scolastico di via Dante Alighieri e il sacrificio simbolico del pioppo ‘Pippo’, speravamo in un cambio di rotta – dichiarano dal Circolo –. Invece si continua con interventi che non hanno nulla a che vedere con la manutenzione, ma che si configurano come vere e proprie mutilazioni. La capitozzatura riduce drasticamente la capacità fotosintetica e apre la strada a infezioni fungine, indebolendo la struttura dell’albero e aumentando i rischi per la sicurezza”.Le immagini documentano con evidenza gli effetti nel tempo, se ci limitiamo, a partire dal 2018, le capitozzature hanno innescato un progressivo deterioramento del platano, con segni sempre più marcati di degrado del legno e perdita di integrità strutturale.Per Legambiente, gli alberi urbani non sono elementi ornamentali, ma infrastrutture verdi essenziali per la qualità della vita e la resilienza climatica. Il Circolo ha quindi indirizzato una lettera al Sindaco Simone Saporito, chiedendo l’immediata adozione di un Regolamento Comunale del Verde e l’avvio di un censimento del patrimonio arboreo, come previsto dagli articoli 3 e 4 della L.R. 7/2024, per superare definitivamente pratiche considerate ormai superate e dannose.




