Categorie: Cronaca

Condannato l’ex postino di Santa Severina

In suo possesso circa due tonnellate di corrispondenza.

Giuseppe Coricello, ex postino di Santa Severina (KR), è stato condannato a 5 anni e 4 mesi di reclusione per peculato, violazione, sottrazione e soppressione di corrispondenza, interruzione di servizio pubblico e falsità materiale commesso da pubblico ufficiale in atti pubblici, per aver firmato di suo pugno le ricevute di raccomandate ed assicurate. Tali fatti sono accaduti nel novembre 2012.
I Carabinieri della Stazione di Santa Severina avevano denunciato in stato di libertà nella giornata del 13 novembre 2012 il portalettere perché durante una perquisizione presso il proprio domicilio era stata rinvenuta una quantità abnorme di corrispondenza mai recapitata. Da diverso tempo il Comandante della Stazione, Maresciallo Capo Cefalo, riceveva le lamentele della popolazione che segnalava nel migliore dei casi ritardi inspiegabili nella ricezione della corrispondenza, ma molto più spesso di non vedersi recapitare da mesi alcuna lettera.
Era iniziata così una fase di analisi del fenomeno, con acquisizione di informazioni e monitoraggio del sistema di smistamento e consegna della corrispondenza.
Tutto sembrava essere in regola, dallo smistamento nell’Ufficio zonale di Rocca di Neto fino a quello di Santa Severina ed Altilia: l’attenzione degli investigatori si catalizzava, quindi, sull’ultimo anello della catena di smistamento della posta, ovvero il portalettere del paese. Giovane, nato al nord ma residente a Santa Severina, con qualche piccolo precedente, doveva essere lui presumibilmente il fattore discriminante della questione.
I Carabinieri avevano cominciato ad osservarne gli spostamenti nell’arco della sua giornata lavorativa, attività non particolarmente impegnativa poiché il soggetto, dopo aver prelevato ingenti quantità di posta dall’ufficio di Rocca di Neto, “faceva una tappa” presso la propria casa ove rimaneva per lunghe ore, salvo poi uscirvi senza i plichi postali.
Dopo aver perquisito l’abitazione del Coricello, il suo box cantina ed il garage della madre, i Carabinieri rinvenivano un’ingente quantità di posta non consegnata del peso di circa 2 tonnellate.

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