Proloco Perseo e la commedia in vernacolo: “e…scusate il disturbo ovvero…(a vecchjiaina è na carogna)”

Proloco Perseo e la commedia in vernacolo: “e…scusate il disturbo ovvero…(a vecchjiaina è na carogna)”

Pubblichiamo un articolo inviato in Redazione da Enzo Vigo

” Ho guardato attorno a me, nel mio Paese e la parte prevalente che vedo sono persone anziane, e ho voluto concentrarmi su questo.” Così esordisce il Professore Antonio Parente nel presentare la commedia in due atti dell’associazione ‘Proloco Perseo’, (Presidente Alida Donnici), nella sala, gremita in ogni ordine di posti, della biblioteca comunale di Petilia Policastro il 24 Giugno 2018, replicata il 25 Giugno e anche il 26. “In altri tempi, l ‘anziano” prosegue il regista, “rappresentava nella società la saggezza, la memoria storica e il sapere derivanti dall’esperienza ed era oggetto di rispetto e di ossequio”. Oggi sembra che le cose siano mutate, e di molto, è vero che la società di oggi è cambiata, è vero che è diventata molto più frenetica, molto più tecnologizzata, ma è anche vero che certi valori si stanno perdendo. A volte le esigenze ci portano ad assumere certi comportamenti nei confronti nei confronti dell’anziano, altre volte no, il vecchio, molto spesso rappresenta un incomodo, un qualche cosa che limita quelle che sono le nostre libertà di poter fare quello che vogliamo e allora, cosa facciamo? Lo collochiamo nella casa di riposo. “Ma questo non riguarda solo Petilia, il mio sguardo, – continua il regista – , cerca di spaziare oltre, in quello che succede nella società nostra, perché ancora, a Petilia, nel nostro circondario, al Sud in generale, alcuni valori sono rimasti e speriamo che permangano, che non vadano dispersi, speriamo di non !asciarci condizionare da ‘Quel voler essere alla moda’ o al passo con i tempi, risparmiamocele certe mode!!! E teniamoci caro e ben stretto, – conclude il Prof. Parente – , ciò che domani poi rimpiangeremo”. Scriveva Susanna Tamaro: “I nostri cari, morti, ci pesano non tanto per l’assenza quanto per ciò che, tra noi e loro non è stato detto”. Personalmente, da semplice spettatore, credo stiamo vivendo un momento storico e sociale in cui, prendendo a prestito la frase di una canzone, sembra non abbiamo più ‘padri’ da ricordare; certo ho riso, talvolta amaramente e sorriso di gusto nell’ammirare ed apprezzare la rappresentazione teatrale, le facce, la mimica, il linguaggio non verbale, molto più eloquente di quello parlato, la passione, e il lodevolissimo ed esemplare impegno degli interpreti, ma in me un dubbio è rimasto: quando rientriamo nelle nostre case, dove ci aspettano genitori anziani, non cediamo al nostro quotidiano tepore, o, peggio, nel nostro rituale torpore, di oblio silenzio e dimenticanza? O in un confuso balbettio? Speriamo e spero di no, ma so” e sappiamo che le abitudini, le mode, le assuefazioni, ( tutte le assuefazioni), stanno lì, sempre in agguato pronte ad ‘aggredirci’ e ad assalirci e qui inizia… la parte più difficile. Qualcuno dice:” Con la cultura non si mangia”, dimenticando che cultura non è solo possedere sapere, bensì crescita, acquisizione e interiorizzazione di consapevolezze nuove, e il guardare le cose con occhi nuovi e diversi.
Il Sindaco, Amedeo Nicolazzi, intervenendo e apprezzando l’iniziativa, non ha nascosto un certo rammarico per non aver potuto dare di più, a livello economico per le associazioni.
Articolo di Enzo Vigo

Personaggi ed interpreti:

Zu Cicciu (Ciccio Lazzaro)
Zu Peppe ( Cesare Parise)
Zu Ture (Antonio Castagnino)
Femia ( Annarita Apa)
Titina ( Alida Donnici)
Dottore (Mario Porchia)
Mario ( Salvatore Mazzone)
Mirella (Rosetta Carvelli)
Andrea (Andrea Lazzaro)
Luca ( Salvatore Sannino)
Raffaele (Pino Elia)
Genny (Stefania Ierardi)
Avvocato ( Maria Teresa Trocino)
Zia Anciulina ( Pina Petrocca)
Regista Antonio Parente
Suggeritrice Rosellina Ceraudo
Tecnici del suono: Piero Mazzone e Gennaro Porro

Giuseppe

Giuseppe