PETILIA È SCESA IN PIAZZA PER DIFENDERE UN DIRITTO: L’ACQUA È UN BENE COMUNE, LA COMUNITÀ RESTI UNITA

Petilia Policastro è scesa in piazza per difendere un diritto fondamentale: poter disporre di acqua pulita e sicura nelle proprie case. Nel pomeriggio di sabato 17 ottobre, alcune centinaia di cittadini, famiglie, giovani, associazioni e rappresentanti delle organizzazioni sindacali hanno partecipato alla manifestazione civica promossa dal gruppo spontaneo “L’Acqua è Vita – Emergenza idrica a Petilia Policastro” e dal Circolo Legambiente Valle Tacina.Il corteo, partito alle ore 17 dalla sede comunale e proseguito lungo via Dante Alighieri, via Colla e corso Giove, ha raggiunto Piazza Filottete, dove si è svolta l’assemblea pubblica. Striscioni, slogan e bottiglie contenenti acqua torbida hanno dato voce a una protesta nata dall’esasperazione di una comunità che da troppo tempo deve fare i conti con interruzioni del servizio e con episodi di acqua torbida, soprattutto dopo le piogge.«L’acqua è un diritto, non un privilegio» è stato uno dei messaggi più significativi della giornata. Una richiesta semplice, ma non più rinviabile: avere un servizio idrico affidabile, informazioni tempestive e risposte concrete da parte dei soggetti competenti.La forza delle donne: dalla preoccupazione per i figli alla mobilitazione di un’intera comunitàIl cuore della manifestazione è stato rappresentato dalle giovani mamme che hanno dato vita al gruppo spontaneo “L’Acqua è Vita”. La loro iniziativa è nata dalla preoccupazione per la salute dei figli e delle famiglie, dopo l’ennesimo episodio di acqua torbida e non utilizzabile verificatosi il 10 settembre.Da quella preoccupazione è scaturita una mobilitazione concreta: raccolta di oltre 400 firme, presentazione di un esposto ai Carabinieri e ai NAS di Cosenza, documentazione degli episodi segnalati e richieste di accesso agli atti e di chiarimenti agli enti competenti.Nel suo intervento, Rosamaria Parente ha ribadito che il movimento non è nato per fare polemica o attaccare qualcuno, ma per tutelare il diritto all’acqua potabile e alla salute. Ha rivolto un appello alle istituzioni e a Sorical affinché vengano garantiti controlli rigorosi, risposte chiare e un cronoprogramma degli interventi. Non bastano promesse o soluzioni provvisorie: occorre affrontare il problema con serietà e tempi definiti.Ancora più diretto il messaggio di Debhora Cavallo, che ha raccontato il significato di questa mobilitazione per chi ha scelto di vivere e costruire il proprio futuro a Petilia Policastro. Come si può vivere serenamente in un paese in cui l’acqua, elemento essenziale della vita, non è una certezza? È la domanda da cui è nata l’iniziativa.Acqua torbida, forti odori di cloro e interruzioni dell’erogazione sono esperienze che generano preoccupazione e sfiducia. Le segnalazioni documentate con fotografie e video e le firme raccolte rappresentano, ha spiegato, strumenti per chiedere trasparenza e proteggere i figli, gli anziani e le famiglie.Le richieste espresse in piazza sono precise: analisi pubbliche e accessibili, interventi strutturali, comunicazioni tempestive in caso di non potabilità e rispetto per i cittadini. Non si può accettare che, nel 2026, un’intera comunità debba ancora lottare per avere acqua pulita.La presenza delle donne alla guida del corteo ha trasformato una preoccupazione familiare in una battaglia collettiva, dimostrando come la partecipazione civica possa nascere dalla vita quotidiana e diventare una richiesta forte e condivisa di cambiamento.Luigi Concio: una battaglia che viene da lontanoAll’assemblea è intervenuto in videomessaggio Luigi Concio, presidente del Circolo Legambiente Valle Tacina e promotore dell’iniziativa, impossibilitato a essere presente fisicamente perché fuori regione.Concio ha salutato la partecipazione dei cittadini come una pagina importante per la comunità, richiamando il significato dello striscione «L’acqua è un diritto, non un privilegio». Ha ricordato che l’emergenza non è nata nelle ultime settimane, ma si inserisce in una vicenda che risale alla realizzazione, circa trent’anni fa, del nuovo acquedotto alimentato dalle acque del fiume Soleo.Un territorio ricco di sorgenti continua a vivere difficoltà di approvvigionamento e criticità legate alla torbidità delle acque del fiume durante le piogge. Per questo, secondo Concio, è necessario approfondire le carenze delle opere di pretrattamento e affrontare le cause strutturali del problema, senza limitarsi a interventi emergenziali.Nel suo intervento ha, inoltre, richiamato la storia quasi cinquantennale di Legambiente nella difesa della risorsa idrica e del territorio. In particolare, ha ricordato la mobilitazione degli anni Ottanta contro il progetto ENEL che avrebbe comportato la derivazione delle acque del bacino del Soleo e dei suoi affluenti. Una battaglia sostenuta da manifestazioni, iniziative pubbliche e migliaia di firme, nella quale ebbe un ruolo importante Giovanni Parente, storico presidente e fondatore del Circolo. Il significato di quella esperienza è ancora attuale: i beni comuni si difendono attraverso la partecipazione e la consapevolezza dei cittadini, non con l’azione isolata di una singola associazione. Concio ha indicato il prossimo obiettivo: promuovere un incontro tecnico con ARRICAL e Sorical, coinvolgendo l’Amministrazione comunale, le associazioni, le organizzazioni sindacali e i rappresentanti dei cittadini. Un confronto basato su dati e competenze, nel quale tutte le forze politiche possano contribuire alla ricerca di soluzioni.Il messaggio conclusivo è stato chiaro: la manifestazione non è un punto di arrivo, ma un punto di partenza. Sull’acqua, sulla salute e sul futuro di Petilia occorre fare fronte comune.Domenico Poerio: informazione e tutela dei diritti dei cittadiniNel corso dell’assemblea è intervenuto anche l’avvocato Domenico Poerio, socio di Legambiente e componente del Centro di Azione Giuridica dell’associazione a livello regionale e nazionale.Il suo contributo ha richiamato l’importanza di affiancare alla mobilitazione civica un percorso di conoscenza e tutela dei diritti degli utenti. Di fronte a interruzioni del servizio e problemi nell’utilizzo dell’acqua, è necessario verificare, sulla base della documentazione disponibile e delle norme applicabili, quali strumenti siano previsti per tutelare i cittadini e valutare eventuali indennizzi per i periodi di disservizio.Un tema particolarmente sentito dalle famiglie, che chiedono un servizio adeguato e trasparente e vogliono comprendere quali possibilità di tutela siano concretamente disponibili.Il contributo giuridico si inserisce così nel percorso avviato dal movimento: affiancare alle richieste di interventi tecnici anche un approfondimento documentato degli strumenti a disposizione dei cittadini.All’assemblea sono intervenuti diversi cittadini, esasperati da questa situazione, ponendo domande al Sindaco sulla questione delle bollette da pagare nonostante il disservizio, sulla sicurezza dell’acqua nelle scuole e nelle mense scolastiche durante i giorni di emergenza, sulla periodicità delle analisi effettuate dall’ASP e sulla necessità che ogni qualvolta l’acqua risulti non potabile occorre una necessaria e repentina comunicazione a tutta popolazione, sottolineando come i social e l’albo pretorio del Comune non siano sufficienti. Tra i cittadini è intervenuto anche Vincenzo Ierardi, segretario locale del Partito Democratico ed ex consigliere comunale. Non ha posto una domanda al Sindaco, ma ha sollevato la questione delle opere che, secondo quanto da lui sostenuto, avrebbero dovuto essere realizzate con le risorse derivanti dalla società Krunos. Quando il confronto stava assumendo i caratteri di un dibattito politico, gli organizzatori hanno ritenuto opportuno interromperlo, per mantenere l’assemblea concentrata sulle finalità civiche della manifestazione.La scelta non intende negare la legittimità del confronto sulle responsabilità amministrative e sulla gestione delle risorse, che potranno essere approfondite nelle sedi istituzionali competenti. Ha voluto piuttosto ribadire il criterio con cui la piazza era stata convocata: dare priorità alle richieste dei cittadini, alle risposte degli enti competenti e alle soluzioni concrete.Il movimento ribadisce che l’iniziativa è aperta a tutti e non appartiene a nessuna parte politica. Il contributo delle forze di maggioranza e opposizione può essere importante, se orientato a un obiettivo condiviso.L’acqua e la salute non possono diventare terreno di divisione: devono essere il motivo per cui una comunità trova la forza di collaborare.Le domande al Sindaco e le risposte da verificareIl Sindaco di Petilia Policastro, ufficialmente invitato alla manifestazione, ha deciso di prendere parte insieme ad alcuni membri dell’amministrazione comunale, partecipando sia al corteo insieme ai cittadini e sia alla successiva assemblea, durante la quale si è reso disponibile al confronto diretto e rispondendo alle domande dei cittadini presenti.La moderatrice dell’assemblea, Stefania Ierardi, ha posto al Sindaco una serie di domande sulle principali criticità del servizio idrico.Al centro del confronto sono stati la gestione degli episodi di torbidità dopo le piogge, le procedure per informare tempestivamente i cittadini in caso di acqua non utilizzabile, la disponibilità delle acque di sorgente e la possibilità di garantire a Petilia un approvvigionamento adeguato anche durante le emergenze.È stata inoltre sollevata la questione delle risorse derivanti dall’attività idroelettrica e della loro possibile destinazione al miglioramento del servizio, insieme alla richiesta di verificare eventuali riduzioni tariffarie o rimborsi per i periodi di disservizio, secondo le regole applicabili.Nel rispondere, il Sindaco ha richiamato il percorso di passaggio alla gestione del servizio idrico da parte di Sorical, le difficoltà che hanno incontrato tutte le realtà calabresi, hanno ostacolato l’accesso ad alcuni finanziamenti e gli interventi programmati. Il Comune di Petilia Policastro ha ottenuto, nel 2025, un finanziamento di circa 1,5 milioni di euro destinato a contatori intelligenti, mappatura e interventi sulla rete, nell’ambito di un programma che coinvolge 21 Comuni calabresi.Per affrontare le criticità legate alla torbidità, ha inoltre illustrato un intervento da 728.000 euro, finanziabile dalla Sorical, per opere alla presa sul fiume, comprese paratoie, elettrificazione e pretrattamento, oltre alla realizzazione di una vasca di accumulo per aumentare l’autonomia in caso di sospensione dell’erogazione.Il Sindaco ha anche riferito di aver chiesto a Sorical di approfondire la possibilità di aumentare la disponibilità di acqua di sorgente attraverso indagini geologiche e idrogeologiche, un percorso che richiederebbe tempi di studio significativi. In merito alle tariffe, ha dichiarato di aver trasmesso richieste di esenzione o riduzione per le utenze interessate dall’utilizzo dell’acqua del fiume, a titolo di indennizzo. Ha, inoltre, rassicurato i cittadini sull’utilizzo delle cisterne nelle scuole durante i giorni di emergenza e sulla periodicità mensile con cui vengono effettuate le analisi ai campioni di acqua.Sono elementi importanti, che dovranno essere approfonditi e verificati attraverso la documentazione tecnica e amministrativa. La comunità ha bisogno di conoscere tempi, modalità di attuazione e risultati degli interventi annunciati, affinché le risposte fornite possano tradursi in miglioramenti effettivi del servizio.Il prossimo passo: un incontro tecnico con ARRICAL e SoricalLa manifestazione di sabato non esaurisce la mobilitazione. Il gruppo spontaneo “L’Acqua è Vita” e il Circolo Legambiente Valle Tacina intendono ora promuovere formalmente la richiesta di un incontrotecnico con ARRICAL e Sorical, coinvolgendo l’Amministrazione comunale e i rappresentanti dei cittadini, delle associazioni e delle organizzazioni sindacali.L’obiettivo è affrontare con dati e competenze le criticità del servizio e individuare soluzioni verificabili, con particolare attenzione a: la prevenzione degli episodi di torbidità e delle interruzioni durante le piogge; la trasparenza e la pubblicazione dei risultati dei controlli sulla qualità dell’acqua; la verifica della possibilità di destinare alla rete cittadina una quota adeguata delle risorse di sorgente; gli interventi necessari sulla presa, sul pretrattamento e sulla rete idrica; un piano di emergenza che garantisca informazioni tempestive e approvvigionamento alternativo di acqua potabile; la definizione di tempi, responsabilità e modalità di verifica degli interventi; l’approfondimento delle possibilità di tutela degli utenti nei periodi di disservizio.La richiesta è quella di un confronto concreto, con impegni documentati e un calendario di verifiche, affinché i cittadini possano seguire l’evoluzione della situazione e valutare i risultati raggiunti.Una comunità unita per un bene comuneLa partecipazione del 17 ottobre ha dimostrato che Petilia Policastro non intende rassegnarsi. La mobilitazione è nata dall’esasperazione, ma vuole trasformarsi in un percorso di responsabilità collettiva, capace di superare le divisioni e di coinvolgere chiunque voglia contribuire alla soluzione del problema.Il movimento invita tutti i cittadini, le associazioni, le organizzazioni sindacali e le forze politiche a sostenere questo percorso, mantenendo il confronto pacifico, rispettoso e orientato ai risultati.L’impegno continuerà anche dopo la manifestazione, attraverso la richiesta di informazioni, il monitoraggio degli interventi e la vigilanza pubblica. Perché il diritto all’acqua non si difende in un solo giorno, ma con partecipazione, costanza e responsabilità.L’acqua è un bene comune. La salute è un diritto. Il futuro di Petilia è una responsabilità condivisa.Gruppo spontaneo “L’Acqua è Vita – Emergenza idrica a Petilia Policastro”Circolo Legambiente Valle Tacina




